Cesare Cuppone (1953–2024) è stato un artista che ha saputo tradurre l'essenza della sua terra in una pittura vibrante, fatta di luce e materia. Nato il 27 gennaio 1953 a Neviano, in provincia di Lecce, è scomparso recentemente il 23 ottobre 2024, lasciando un vuoto nel panorama artistico locale che aveva contribuito a narrare con passione per decenni.
Formazione
Cesare Cuppone si è formato come artista autodidatta, un percorso che gli ha permesso di sviluppare uno stile personale libero da accademismi rigidi, pur restando profondamente legato al realismo figurativo. La sua dedizione alla pittura è iniziata fin dall'adolescenza, trasformandosi col tempo in una vera e propria missione esistenziale: "fare della pittura la sua firma". Ha vissuto e operato per tutta la vita nel Salento, partecipando a numerose mostre collettive, concorsi e fiere d'arte sia sul territorio locale che nazionale, ottenendo costanti apprezzamenti per la sua capacità di catturare l'anima dei luoghi.
Lo Stile: Luce, Spatola e Colore
La pittura di Cuppone è caratterizzata da un uso sapiente della tecnica a olio, spesso steso con la spatola. Questa scelta tecnica conferiva alle sue opere una matericità particolare, dove il colore non è solo steso, ma "scolpito" sulla tela o su tavola. Sovente è stata anche la sperimentazione della tecnica mista, combinando olio, acrilico e inchiostro di china.
In tutte le opere emerge una coerenza stilistica:
forte attenzione alla materia pittorica;
uso espressivo del colore;
centralità del paesaggio come custode di memoria;
equilibrio tra realismo e interpretazione emotiva.
Cesare Cuppone dimostra una capacità significativa di trasformare scorci semplici in narrazione visiva. Le sue tele non descrivono soltanto luoghi, ma evocano atmosfere, tradizioni e identità. È una pittura che parla di radici, di tempo e di appartenenza, mantenendo un linguaggio figurativo ma arricchito da una sensibilità contemporanea.
Le opere di Cesare Cuppone rivelano una poetica profondamente consolidata nella memoria dei luoghi e nella cultura mediterranea, tradotta attraverso una pittura materica, intensa e fortemente evocativa.
Elementi distintivi del suo linguaggio:
L'esplosione cromatica: I suoi quadri sono noti per la vivacità delle tinte. Non si limitava a copiare la realtà, ma la esaltava attraverso accostamenti armoniosi e contrasti decisi.
I soggetti: Prediligeva il paesaggio salentino. Le sue marine (celebri i suoi scorci di Gallipoli), i borghi rurali, gli ulivi e i tramonti non sono semplici cartoline, ma interpretazioni cariche di emozione.
L'assenza umana: Spesso le sue vedute sono prive di figure umane, lasciando che sia la natura stessa a parlare e a trasmettere un senso di pace, riflessione e "magnificenza".
Il "tocco" dell'artista: In molte sue nature morte amava inserire un dettaglio metatestuale, come un pennello sporco di colore o un tubetto d'olio lasciato in un angolo della tela, quasi a voler ricordare la presenza costante del creatore dietro l'opera.
"Il Salento è il luogo dell'anima." — Questa frase riassume l'intero percorso di Cuppone, che ha visto nel paesaggio pugliese una fonte inesauribile di luce e serenità.
Eredità Artistica
Cesare Cuppone viene ricordato non solo come un pittore tecnico, ma come un artista capace di far penetrare la luce dei suoi quadri nell'animo di chi osserva. Le sue opere restano testimonianze di un amore profondo per la propria terra, descritta come una natura generatrice di calore e vita.
La sua scomparsa nell'ottobre 2024 ha suscitato commozione nella comunità salentina e tra i collezionisti che vedevano in lui uno degli ultimi interpreti di un paesaggismo poetico e genuino.
Immagini di repertorio/d'archivio. Per diritti immagine: info@cesarecuppone.it